Il mal di schiena


Il mal di schiena è uno dei dolori più diffusi e su di esso incidono anche alcuni fattori della vita di tutti i giorni:

– stress, postura scorretta, fumo, vita sedentaria etc.

A seconda dell’intensità e della zona colpita si può soffrire di:

-colpo della strega: fitta improvvisa che causa forte dolore alla parte bassa della schiena;

-lombalgia: dolore localizzato nella regione lombare;

-lombosacralgia: dolore in corrispondenza dell’osso sacro;

-lombosciatalgia: dolore che oltre ad interessare la zona lombare coinvolge anche il nervo sciatico, glutei e arti inferiori.

Quando si presentano questi dolori dipende dal mal funzionamento di un muscolo, di un legamento o del disco o da una piccola lesione.

La colonna vertebrale ha le funzioni di stabilità, mobilità e contenimento ed è sempre meglio la prevenzione per non avere male alla schiena.

LA PREVENZIONE

La prevenzione è l’arma migliore per i dolori alla schiena.

Una colonna vertebrale dolente è una colonna irritata e sicuramente non va sforzata con movimenti bruschi e intensi (per esempio sollevare pesi) o esercizi inadatti.

Quando il dolore non è acuto e consente una discreta capacità di movimento è bene continuare a muoversi e a svolgere le proprie attività quotidiane.

Il movimento stimola più velocemente i processi di recupero e soprattutto aiuta sia psicologicamente sia fisicamente a sopportare meglio il dolore.

Specifici esercizi fisici per rinforzare la muscolatura addominale e paravertebrale e una postura corretta sono fondamentali per prevenire dolori e danni della colonna vertebrale.

Sia con chi ha già sofferto di mal di schiena sia con chi vuole cercare di prevenirlo occorre:

-insistere su esercizio fisico;

-postura corretta (soprattutto sul posto di lavoro);

-controllare il proprio peso corporeo per non affaticare la colonna vertebrale.


DIVERSI TIPI DI MAL DI SCHIENA

COLPO DELLA STREGA

Un movimento improvviso o uno sforzo pesante può portare ad una forte contrazione muscolare che causa una fitta molto dolorosa alla parte bassa della schiena. Solo in casi meno frequenti può derivare anche da un colpo di freddo.

Il dolore è causato dalla compressione dei nervi spinali che controllano i muscoli e gli arti inferiori che si comprimono con un movimento brusco. A questa sensazione i muscoli rispondono con una contrazione che vanifica qualsiasi altro tentativo di movimento e si resta bloccati.

Per diminuire il dolore che dura più o meno 3 giorni, si può ricorrere ad un trattamento lenitivo del dolore e antinfiammatori per sbloccare i muscoli. Occorre evitare di stare a letto per non peggiorare la situazione ma bensì muoversi senza fare troppi sforzi che coinvolgano i muscoli della schiena.

Può anche essere utile fare dei massaggi per cercare di riprendere lentamente l’elasticità muscolare di prima.

LOMBALGIA

Può presentarsi al sollevare un peso da terra nella forma acuta (colpo della strega) o nella forma cronica con un dolore alla zona lombare della colonna da più di 6 mesi.

Una caratteristica tipica di chi è affetto da lombalgia cronica è quella di “essere storti”, ossia guardandosi allo specchio il paziente può riferire di “pendere” da un lato.

Il motivo è dato da una reazione naturale di difesa della muscolatura della schiena che tende a proteggere la parte dolente contraendosi intorno, nel tentativo di tenere fermo il tratto della colonna colpito impedendogli così ulteriori sollecitazioni.

CERVICALGIA

La cervicalgia è il classico disturbo chiamato cervicale.

Questo dolore può presentarsi in modo acuto oppure lento e acuirsi con il tempo (forma cronica).

Nel primo caso la persona lamenta un dolore improvviso e violento in una ristretta zona della nuca (torcicollo).

Questo dolore impedisce in genere la rotazione del corpo accompagnato a volte da forte nausea oppure, più raro, da vertigine, ronzio auricolare, agitazione e lieve confusione mentale.

Quando è ad insorgenza lenta, invece, il dolore riferito è localizzato in un tratto cervicale della colonna e provoca dolore, per esempio, guardare in alto o indietro (come nelle manovre di retromarcia in auto).

Talvolta ogni movimento del collo fa male ed il dolore può scomparire e ricomparire a brevi intervalli senza un riferimento preciso, oppure essere silente per molto tempo per poi riacutizzarsi improvvisamente.

Una variazione del dolore cervicale è la nevralgia cervico-brachiale, che presenta un interessamento delle radici nervose e provoca dolore alla nuca e al braccio, fino ad arrivare anche alla mano.

Il dolore può essere: a destra, a sinistra o bilaterale; intenso o lieve; persistente o presente solo durante alcuni movimenti; aggravato nella posizione supina e attenuato in altre (per esempio, mettendo le mani dietro la nuca).

Le principali cause della cervicalgia possono essere la sedentarietà e cattiva postura che si tiene nelle ore di lavoro (in particolare chi lavora con il computer).

Per prevenire la comparsa di cervicalgie, quindi, è indispensabile controllare i fattori di rischio, cioè correggere la postura scorretta.

CONSIGLI

Praticare una corretta attività fisica è fondamentale soprattutto per chi soffre spesso di mal di schiena.

L’attività motoria, infatti, migliora la prestazione dei muscoli impegnati nei movimenti della colonna vertebrale rendendoli più elastici, più forti e più resistenti e quindi in grado di difendersi meglio da eventuali situazioni potenzialmente stressanti per le vertebre, nonché per i legamenti, i tendini, i dischi e i nervi).

È bene comunque consultarsi con il proprio medico per decidere insieme qual è l’attività che più si adatta a voi.

TRATTAMENTO

Quando arriva il mal di schiena l’obiettivo principale è alleviare il dolore per consentire alla colonna vertebrale di riprendere a muoversi armoniosamente.

Gioveranno in tal senso alcuni accorgimenti come:

-riposo a letto, che però non deve essere protratto per troppo tempo (massimo 1-2 giorni), per evitare che i muscoli della colonna perdano il loro tono e meglio usare un materasso duro;

-fare esercizi di allungamento ad esempio tenendo le cosce piegate verso l’addome e le gambe sollevate con dei cuscini;

-borsa del ghiaccio all’insorgere dell’attacco da aplicare sulla zona dolorante per 15 minuti (3-4 volte al giorno)

massaggio e fonte di calore, rimedi antichi ma efficaci per ridurre la contrattura dei muscoli paravertebrali e favorire un corretto afflusso di sangue nel punto della lesione;

-qualora il medico lo ritenesse necessario, trattamento farmacologico, a base di antidolorifici e/o antinfiammatori. Tutti questi farmaci devono essere prescritti con cautela in quanto gli antidolorifici non agiscono tutti nello stesso modo e ogni persona è diversa;

-un altro rimedio contro il mal di schiena prevede l’assunzione di farmaci miorilassanti, in grado di “sciogliere”la contrattura dei muscoli paravertebrali e di ridurre in tal modo il dolore e la difficoltà nei movimenti.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO

Se entro 2-3 giorni il dolore non accenna a diminuire (sono necessarie almeno 2-3 settimane perché scompaia del tutto!) ma anzi si fa sempre più intenso, particolarmente durante la notte, è bene consultare il medico, perché la lombalgia potrebbe essere il sintomo di un problema più grave.

Altri possibili sintomi d’allarme associati al dolore sono: la febbre(oltre i 37,5 °C), i formicolii, la perdita di forza o la difficoltà nei movimenti degli arti inferiori, la perdita involontaria di urine o feci(incontinenza), i dolori o le pulsazioni addominali.

Il consulto medico è necessario anche quando il mal di schiena tende a ripresentarsi con troppa frequenza:

-attacchi acuti ripetuti a distanza di poche settimane;

-dolore”cronico” non risponde più alle terapie o tende ad aggravarsi o cambia localizzazione o si associa a una perdita di peso non volontaria;

-in tutti i casi cioè in cui la malattia rende sempre più difficile svolgere le normali attività quotidiane e peggiora la qualità della vita.

 

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